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Sabato 31 luglio, ore 17,30 Giuseppe Pederiali, Camilla e il rubacuori

Presentazione del volume Garzanti editore

Sala ex Albergo CONI, Via Matilde di Canossa

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Opere Vincitrici

Le storie di mia zia (e di altri parenti) di Ugo Cornia

Profonda provincia modenese. Una multiforme famiglia – padre, madre, zii e zie, prozie, nonni, bisnonni e trisavoli – e gli strani personaggi che vi orbitano attorno – amici, miti locali, imbroglioni, inventori, grandi mangiatori, politicanti e chi più ne ha più ne metta.

Ugo Cornia filtra i racconti orali dell’amata zia e scrive la spassosa saga di una famiglia strampalata che abbraccia oltre cent’anni di storie incredibili e leggendarie: le ultime gioie del trisnonno Bartolomeo Ferrari e l’odio viscerale per il nemico di sempre, la zia Maria che parla con il fratello morto da tempo; la fastidiosa omonimia del padre con un uomo scomparso qualche anno prima; il miracolo del brodo della zia Bruna; la zia Filomena e il poeta corteggiatore.

Sono storie che aprono e chiudono su panorami più vasti (l’Italia, la provincia, il tempo che passa), storie che spigolano dentro la mente umana, dentro le nostre speranze e, con luminosa e sagace leggerezza, sanno essere innamorate della vita, della sua cialtroneria, della sua approssimazione.

L' epidemia (I peccatori di Borgo Torre) di Claudio Nizzi
Borgo Torre, estate anni Cinquanta: il confessionale di don Giuseppe non è mai stato cosi frequentato.

Qual è il mistero che si nasconde dietro l'epidemia di lussuria che travolge le donne del paese?

E perché qualcuno ha interesse a immortalare i giochi erotici tra Libero, imbianchino comunista, e la procace moglie del sindaco democristiano?

Cosa nasconde la presenza di un improbabile nonché troppo giovane nipote al fianco della signora Adalgisa Nasi Botti, nobildonna e proprietaria terriera?

E dove troverà, l'arciprete, i milioni necessari per rifare il tetto della chiesa e salvare i preziosi affreschi del Cavallini?

Tra lettere anonime e chiacchiere al veleno ci scappa pure il morto, mentre i destini degli abitanti di un paese dell'Appennino tosco-emiliano si intrecciano al ritmo giocoso della farsa.

Sulla scia dei romanzi di Piero Chiara, o quelli più recenti di Andrea Vitali, l'autore ci trascina - sorridendo - in un vortice di colpi di scena.
Intanto Corro di Giulio Casale
Sono schegge di vita, immerse nella realtà oppure abbagliate dal sogno o dall’ossessione.

Sono immagini e personaggi che si aprono alla narrazione, e ci invitano a riflettere sul nostro corpo, sul nostro rapporto con gli altri, sul tempo e sui luoghi, su quello che va oltre il nostro orizzonte, oltre i suoi limiti.

Sono canzoni e sono poesia. Sono fulminanti esercitazioni filosofiche che partono dai particolari per esplorare il ricco panorama dell’esistenza.

Sono la rivelazione di un attimo, che sconvolge il corso del tempo e può restituire senso a un destino intero.

Intanto corro ci dice che, mentre la nostra esistenza continua a pulsare, anestetizzata dalle abitudini e dalle ossessioni, accade anche qualcos’altro, qualcosa di diverso e di importante, a volte abbagliante a volte oscuro, a cui dovremmo dare ascolto.

Con questo libro Giulio Casale impone la sua voce e il suo punto di vista – o meglio, i punti di vista «sbilenchi» e tuttavia veri di molti suoi personaggi – in pagine intense ed emozionanti, con una prosa che accarezza e graffia, ferisce e consola